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Il trucco televisivo

Il trucco in “TV”

Quella televisiva è una dimensione particolare del trucco che implica di aver presente, anzitutto, la funzione svolta dalla luce.

La luce è il presupposto della percezione visiva. Essa determina l’aspetto delle superfici. Girando sull’oggetto ne plasma la forma, ne indica il volume, i toni chiari e, per contrasto, i toni scuri che producono profondità e sporgenze.

Quelle usate negli studi televisivi sono luci artificiali, create principalmente per mettere in risalto la scenografia. Esse provengono soprattutto dall’alto e ciò comporta di dover eseguire il trucco in maniera tale da illuminare le parti in ombra con la tecnica del chiaroscuro.

Un buon truccatore deve conoscere la luce e l’artificiosità che può produrre sul trucco. Deve aver dimestichezza con l’uso di gelatine: filtri che possono mutare la tonalità o rafforzare la dominante cromatica del trucco, rendendolo più “caldo” o più “freddo”. Per esempio per contrastare la dominante azzurra della luce, sarà meglio orientarsi verso tonalità calde o dorate.

Non bisogna pensare che un truccatore possa operare nel settore televisivo senza una esperienza specifica. Questo campo è diverso da quello del trucco “normale”. Necessita di tecniche collaudate, adattate alle diverse esigenze. E non di rado tali tecniche sembrano sconvolgere le nozioni che si apprendono nelle scuole di estetica.

È importante per un truccatore avere già in mente il risultato che si vuole ottenere ma soprattutto egli deve saper combinare le esigenze del direttore della fotografia con le indicazioni di chi va in trasmissione.

                                                                                                                Maria

Maria Sorvino con Biagio Izzo